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Maggio, 2016

Dopo Keith Emerson, un altro grande pioniere dei sintetizzatori nella musica contemporanea ci ha lasciati. Tomita Isao era il caposcuola giapponese del genere, ha sperimentato suoni e combinazioni di arrangiamento davvero personali e originali, arditi e anticonvenzionali, sulla scia del suo mentore Wendy Carlos. L’arte di Tomita attingeva spesso dai grandi compositori classici, ma sapeva spingersi anche verso la creazione quelle sonorità spaziali/futuristiche che, ancora oggi, sono un punto di riferimento per tutti coloro che producono questo tipo di musica. Quando nel 1974 uscì il suo Snowflakes are dancing, stavo muovendo i primi passi nel mondo della musica, e quel disco fu per me un’assoluta rivelazione che mi fece capire le mille potenzialità del Moog. Proprio un paio di settimane fa decisi di fare un viaggio nella musica elettronica degli anni Settanta e così riascoltai con immenso piacere Firebird, la sua rielaborazione de L’uccello di fuoco di Stravinsky. Tomita mancherà tanto a me e a tutti i cultori della synth music.

“Pur sprovvisto di soldati, e solo, combatteva il mondo e i suoi vizi in questo luogo”

Yasushi Inoue